FAQ
Benvenuto nella nostra sezione delle Domande Frequenti (FAQ)
Qui troverai risposte alle domande più comuni sui nostri prodotti e servizi. Se hai bisogno di ulteriori informazioni, non esitare a contattarci.
Caldaie
Trattamento Acqua
1Cosa posso fare se la mia caldaia non funziona, non si accende o va in blocco?
Se la caldaia non parte, puoi provare a risolvere il problema autonomamente con questi controlli:
- Verifica la pressione dell'acqua: Controlla il manometro sul pannello di controllo. Da spenta, la pressione dovrebbe essere intorno a 1 bar, mentre da accesa tra 1,5 e 2 bar.
Se la pressione è troppo alta, assicurati che il rubinetto di carico (sotto la caldaia) sia ben chiuso e scarica un po’ d’acqua dal termosifone più lontano.
Se la pressione è troppo bassa, apri il rubinetto di carico fino a raggiungere il valore corretto.
Controlla che non ci siano perdite dai radiatori, perché anche poche gocce possono ridurre la pressione nel tempo. - Assicurati che il rubinetto del gas sia aperto.
- Verifica la canna fumaria: Nidi o ostruzioni possono bloccare il funzionamento della caldaia.
- Controlla l’alimentazione elettrica: Verifica che la presa sia collegata, gli interruttori accesi e che il display della caldaia sia attivo.
- Prova a premere il tasto RESET sulla caldaia.
- Controlla le batterie del termostato, se presente.
Se la caldaia continua a non funzionare, contatta il nostro servizio di assistenza. Ti consigliamo di fornire eventuali codici di errore o segnali luminosi presenti sul display per facilitare la diagnosi del problema.
2La caldaia perde acqua. Come posso risolvere?
Se noti una perdita d’acqua, puoi effettuare alcuni controlli prima di chiamare il tecnico:
- Verifica la pressione sul manometro: Se supera il valore consigliato (1,5-2 bar a caldaia accesa), chiudi bene il rubinetto di carico e scarica un po’ d’acqua dal termosifone più lontano.
- Possibili cause della perdita:
- Rubinetto di carico difettoso
- Vaso di espansione danneggiato,
- Rottura di un raccordo interno o di un componente della caldaia
3Come faccio a sapere se la pressione della caldaia è troppo alta e come la regolo?
La pressione ideale della caldaia deve essere circa 1 bar da spenta e tra 1,5 e 2 bar quando è accesa. Se noti valori più alti, potrebbe esserci un problema dovuto a:
- Rubinetto di carico non chiuso bene o difettoso, che lascia entrare acqua nell’impianto aumentando la pressione.
- Vaso di espansione scarico o guasto, che non riesce a compensare l’aumento di volume dell’acqua riscaldata. Se la pressione supera i 2,5-3 bar, la caldaia potrebbe bloccarsi.
- Valvola a tre vie danneggiata, che non regola correttamente il flusso d’acqua.
4La pressione della caldaia è troppo bassa. Come faccio a farla salire?
Controlla il manometro: se la pressione è inferiore a 1 bar, puoi provare a riportarla ai valori corretti aprendo il rubinetto di carico sotto la caldaia.
Altri fattori che possono influire sulla bassa pressione:
- Perdite nei radiatori o nell’impianto: Anche piccole gocce possono abbassare la pressione nel tempo.
- Pressione idrica bassa nell’edificio: Se abiti ai piani alti, prova a riempire l’impianto di notte, quando il consumo d’acqua è minore.
- Guasto al rubinetto di carico, che non permette l’ingresso di acqua. Se la pressione non sale o scende di nuovo rapidamente, è necessario un controllo tecnico.
5Cosa posso fare se i termosifoni non si scaldano abbastanza e rimangono tiepidi?
Se i termosifoni non si scaldano bene, prova a:
- Verificare la temperatura impostata sul termostato e sulla caldaia.
- Controllare la pressione dell’impianto sul manometro. Se è troppo alta o troppo bassa, segui le istruzioni sopra per regolarla.
- Considerare una possibile ostruzione dell’impianto: Se sono stati eseguiti lavori recenti o se non viene fatta una pulizia da molto tempo, possono formarsi depositi di calcare che riducono l’efficienza della caldaia. In questo caso, è consigliato un lavaggio dell’impianto da parte di un tecnico. Se il problema persiste, contatta il nostro servizio di assistenza.
6Cosa posso fare se l’acqua calda esce tiepida o fredda, mentre i termosifoni funzionano?
Se l’acqua calda non raggiunge la giusta temperatura, ma i termosifoni si scaldano normalmente, il problema potrebbe dipendere da:
- Valvola deviatrice guasta, che devia l’acqua calda verso i termosifoni anziché verso i rubinetti.
- Scambiatore incrostato o ostruito dal calcare, che riduce il passaggio dell’acqua calda. Per verificare se il problema è la valvola deviatrice, prova a spegnere il riscaldamento e attendere che i termosifoni si raffreddino. Poi apri il rubinetto dell’acqua calda e controlla se i radiatori si scaldano. Se succede, la valvola potrebbe essere danneggiata. In questo caso, è necessario l’intervento di un tecnico.
7Come posso risolvere se l’acqua calda arriva a intermittenza?
Se l’acqua calda esce a singhiozzi, le cause principali possono essere:
- Pressione dell’acqua non stabile: Controlla il manometro e regola la pressione se necessario.
- Accumuli di sporco o calcare nell’impianto, che ostacolano il flusso d’acqua.
- Errata taratura della valvola del gas, che potrebbe richiedere un intervento tecnico per essere regolata correttamente.
8Cosa fare se dal rubinetto esce poca acqua calda o non esce affatto, mentre l’acqua fredda funziona?
Se il flusso d’acqua calda è molto ridotto rispetto a quello freddo, controlla che il rubinetto di ingresso dell’acqua alla caldaia sia completamente aperto.
Se il problema persiste:
- Rimuovi il filtro dal rubinetto per vedere se è sporco. Se sì, probabilmente ci sono depositi di calcare nell’impianto.
- Possibile ostruzione nella caldaia, che richiede un intervento tecnico per essere risolta. In questi casi, il nostro servizio di assistenza può aiutarti a individuare il problema e risolverlo rapidamente.
1Perché il livello di sale nell’addolcitore non diminuisce?
Se il sale nell’addolcitore sembra non consumarsi, potresti essere di fronte a un problema di formazione di blocchi di sale, che impediscono il normale scioglimento nel processo di rigenerazione. Questo accade quando il serbatoio è troppo pieno o il sale forma delle croste compatte che bloccano il passaggio dell’acqua.
Per risolvere il problema, prova a:
- Smuovere il sale con un bastone per rompere eventuali blocchi.
- Non riempire completamente il serbatoio per evitare accumuli eccessivi.
- Avviare manualmente una rigenerazione per verificare se il sistema riprende a funzionare correttamente. Se il sale continua a non consumarsi, potrebbe esserci un guasto nel sistema di aspirazione della salamoia. In questo caso, ti consigliamo di contattare il nostro centro assistenza per una diagnosi più approfondita.
2Cosa succede se l’addolcitore rimane senza sale?
Il sale è essenziale per rigenerare le resine che trattano l’acqua dura. Se finisce, l’addolcitore continuerà a funzionare, ma senza addolcire l’acqua, che tornerà ad avere una durezza elevata.
Se ti accorgi che il sale è terminato, riempilo il prima possibile per evitare che le resine si saturino di calcare, compromettendo l’efficacia dell’addolcitore. Se il consumo di sale sembra anomalo, potrebbe esserci un problema di regolazione o un guasto, quindi è meglio verificare.
3L’addolcitore non aspira la salamoia: cosa posso fare?
Se il sistema non riesce ad aspirare la salamoia, il problema potrebbe dipendere da:
- Tubo di scarico ostruito: verifica che non ci siano blocchi o strozzature nei tubi.
- Iniettore intasato: puliscilo seguendo le istruzioni del manuale.
- Guasto al motoriduttore: se il motore non funziona correttamente, l’addolcitore non riesce ad avviare la rigenerazione.
- Perdita d’acqua nel tubo della salamoia: anche una piccola perdita può impedire l’aspirazione.
- Pressione dell’acqua troppo bassa: il sistema necessita di almeno 2 bar di pressione per funzionare correttamente. Se dopo questi controlli il problema persiste, è consigliabile richiedere un intervento tecnico.
4Cosa significa “addolcitore volumetrico”?
Un addolcitore volumetrico misura quanta acqua viene utilizzata e avvia la rigenerazione solo quando necessario, evitando sprechi. A differenza di un modello temporizzato, che rigenera in base a un timer fisso, questo sistema si adatta ai reali consumi domestici, migliorando l’efficienza e riducendo il consumo di sale e acqua.
5Quanto può ridurre la durezza dell’acqua un addolcitore?
Un addolcitore è in grado di abbassare la durezza dell’acqua fino a un massimo di 30°f. Ridurre ulteriormente la durezza potrebbe portare a un eccesso di sodio nell’acqua, superando i limiti consentiti per il consumo umano.
Se l’acqua della tua zona è molto dura e hai bisogno di ridurla oltre i 30°f, puoi integrare il sistema con un dosatore di polifosfati, che aiuta a prevenire il deposito di calcare senza alterare la composizione minerale dell’acqua.
6Posso usare l’acqua mentre l’addolcitore è in rigenerazione?
Sì, puoi usare l’acqua durante la rigenerazione, ma sarà acqua dura non trattata. Se vuoi avere sempre acqua addolcita disponibile, puoi optare per un modello con doppia colonna, che garantisce continuità anche durante la rigenerazione.
7Quanta acqua viene utilizzata per la rigenerazione?
Il consumo d’acqua durante una rigenerazione varia tra i 60 e i 120 litri, a seconda del modello e della durezza dell’acqua trattata. Per ridurre gli sprechi, è consigliabile scegliere un addolcitore volumetrico, che effettua la rigenerazione solo quando necessario, evitando cicli inutili.
8Ogni quanto devo aggiungere il sale?
La frequenza con cui devi aggiungere il sale dipende dal consumo d’acqua e dalla durezza iniziale. In genere, è sufficiente controllare il livello una volta al mese e assicurarsi che non scenda sotto la metà del serbatoio.
Se noti che il sale si consuma troppo rapidamente o, al contrario, rimane invariato per lungo tempo, potrebbe esserci un problema nel sistema di rigenerazione. In questo caso, una verifica tecnica può aiutarti a risolverlo.
9Perché il mio addolcitore consuma troppo sale?
Se il tuo addolcitore utilizza una quantità eccessiva di sale, le cause potrebbero essere:
- Errata regolazione della durezza: se il valore impostato è troppo alto, il sistema userà più sale del necessario.
- Eccesso d’acqua nel tino del sale: un problema nella valvola di controllo potrebbe causare un riempimento eccessivo del serbatoio.
- Perdite nell’impianto idrico: se l’acqua viene utilizzata in modo anomalo, l’addolcitore potrebbe rigenerarsi più spesso del necessario. Se il consumo di sale rimane eccessivo nonostante le verifiche, contatta un tecnico per un controllo approfondito.
10Cos’è la durezza dell’acqua?
La durezza dell’acqua indica la quantità di calcio e magnesio presenti. Un’acqua molto dura favorisce la formazione di calcare, riducendo l’efficienza degli elettrodomestici e aumentando il consumo energetico.
In genere, si considera ottimale un’acqua con durezza inferiore ai 15°f per l’uso domestico. Se l’acqua della tua zona è più dura, un addolcitore aiuta a proteggerne gli impianti e a migliorare il comfort.
In alternativa, se la durezza è moderata (tra 25°f e 35°f), un dosatore di polifosfati può ridurre il rischio di incrostazioni senza rimuovere i minerali dall’acqua.
Condizionatori e Pompe di Calore
Solare
1Perché il mio condizionatore si spegne da solo?
Nel periodo invernale, specialmente quando la temperatura si avvicina allo 0, è normale che la macchina si fermi occasionalmente per 5/10 minuti: a causa del freddo si va a creare un accumulo di ghiaccio nell’unità esterna, che per evitare blocchi sospende momentaneamente la modalità di condizionamento ed entra in modalità Sbrinamento. Passato qualche minuto, il condizionatore riprende a funzionare regolarmente: è un fenomeno che in media occorre per 5 minuti ogni ora.
Qualora invece non fosse quello il problema, le principali cause possibili sono:
- Perdita del gas, con conseguente calo delle prestazioni.
- Guasto della scheda.
- Guasto alla ventola del condizionatore o dell’unità esterna.
2Il condizionatore è diventato rumoroso, cosa posso fare per risolvere?
Se il tuo condizionatore è diventato rumoroso ci possono essere diverse cause:
- Otturazione/sporcizia condizionatore: se i filtri del condizionatore sono coperti di polvere, l’aria ha difficoltà a circolare e questo causa rumore nella macchina. Prima di contattarci, puoi verificare lo stato di pulizia dei filtri e pulirli seguendo il relativo manuale di istruzioni.
- Otturazione/sporcizia macchina esterna: la macchina esterna, specialmente se posta in un luogo poco protetto da agenti esterni, può essere soggetta ad accumuli di polvere, foglie ed altro che possono ridurre la capacità di ventilazione. Puoi verificare che la griglia frontale e posteriore del condizionatore non siano coperte ed abbiano la possibilità di far passare aria.
- Malfunzionamento: Il rumore può essere causato poi dal malfunzionamento di alcuni componenti, come la ventola danneggiata, oppure la mancanza di lubrificazione del motore.
3Il condizionatore non funziona come dovrebbe, non fa aria calda o non fa aria fredda. Quali possono essere le cause?
Se il condizionatore non funziona correttamente, non raffredda l’ambiente e non fa aria calda, le cause principali possono essere:
- Otturazione/sporcizia condizionatore: se i filtri del condizionatore sono coperti di polvere, l’aria ha difficoltà a circolare e questo causa rumore nella macchina. Prima di contattarci, puoi verificare lo stato di pulizia dei filtri e pulirli seguendo il relativo manuale di istruzioni. La pulizia è molto importante, non effettuandola si corre il rischio di danneggiare il compressore in modo irrimediabile.
- Otturazione/sporcizia macchina esterna: la macchina esterna, specialmente se posta in un luogo poco protetto da agenti esterni, può essere soggetta ad accumuli di polvere, foglie ed altro che possono ridurre la capacità di ventilazione. Puoi verificare che la griglia frontale e posteriore del condizionatore non siano coperte ed abbiano la possibilità di far passare aria.
- Errata programmazione: controlla che il condizionatore sia sulla modalità corretta tra raffreddamento, riscaldamento, deumidificazione e automatico.
- Perdita di gas: normalmente la quantità di gas presente in un impianto rimane stabile, ma se ci fossero perdite questa potrebbe diminuire causando un crollo nelle prestazioni della macchina. È necessario richiedere l’intervento di un tecnico che verificherà la presenza di gas nell’impianto, cercherà eventuali perdite e procederà alla riparazione.
4Il condizionatore fa molta condensa, gocciola e perde acqua. È normale? Come posso rimediare?
Se il condizionatore gocciola o perde acqua, le cause possono essere le seguenti:
- Problema alla tubazione di scarico della condensa: il condizionatore, funzionando in raffreddamento, produce acqua condensando l’umidità presente nell’aria ambiente. Questa acqua deve essere smaltita attraverso una tubazione apposita. Può succedere che il tubo che convoglia l’acqua verso l’esterno sia ostruito (insetti, depositi di sporco, ecc.) e l’acqua, anziché dirigersi verso l’esterno, rientra e fuoriesce dal condizionatore.
- Recipiente raccolta condensa climatizzatore pieno: se l’acqua di condensa non viene scaricata liberamente ma va all’interno di vaschette/recipienti, controllare che non siano pieni e svuotarli con frequenza se necessario. Contatta il nostro pronto intervento per risolvere il problema.
5Ogni quanto deve essere effettuata la manutenzione del condizionatore?
La manutenzione del condizionatore deve essere effettuata ogni anno per garantire un’ottimale qualità dell’aria, una resa efficiente dell’apparecchio ed un consumo ridotto. Inoltre, il controllo periodico da parte di un tecnico evita l’insorgere di malfunzionamenti e problematiche durante l’utilizzo: lo sporco accumulato infatti corre il rischio di danneggiare le parti interne della macchina.
6Ogni quanto tempo deve essere ricaricato il gas del climatizzatore?
Il gas presente nel circolo del climatizzatore non dovrebbe mai calare, quindi non c’è bisogno di ricaricarlo. Se si riscontrassero problematiche riconducibili a mancanza di gas, è necessario contattare il nostro pronto intervento per assicurarsi che non ci siano perdite e reimmetterlo.
7Quali controlli di efficienza energetica vanno effettuati sui climatizzatori?
I controlli di efficienza energetica sono obbligatori solo sugli impianti termici con potenze utili nominali a partire da 10 kW in freddo e 12 kW in caldo. È comunque necessario effettuare una volta all’anno la manutenzione ordinaria della macchina, in cui il tecnico verifica l’efficienza della macchina e va ad ottimizzarne le prestazioni per ridurre i consumi.
8Il condizionatore si accende, ma il compressore rimane spento. Quale può essere la causa?
Può succedere che il condizionatore si accenda, ma il compressore o motore non parta. Se avverti rumori strani e intermittenti provenienti dal motore, la causa è probabilmente il danneggiamento del condensatore di spunto del motore. Un altro possibile motivo è un guasto all’elettronica dell’unità esterna.
È necessario richiedere l’intervento di un tecnico per evitare danni all’impianto.
1Il solare termico serve esclusivamente per il riscaldamento?
No, è un'idea errata. Un impianto solare termico può essere progettato per diverse funzioni: solo per il riscaldamento degli ambienti, solo per la produzione di acqua calda sanitaria, oppure per entrambe le esigenze, a seconda delle necessità dell'utente.
2L'impianto solare termico funziona solo in estate o anche nei mesi invernali?
I pannelli solari termici operano tutto l'anno. Durante l'inverno, specialmente nei mesi da novembre a febbraio, la radiazione solare è ridotta e il sistema lavora in supporto all'impianto di riscaldamento tradizionale, pre-riscaldando l'acqua e contribuendo comunque a una riduzione dei consumi energetici. Nei mesi più caldi, da marzo a settembre, l'energia solare è spesso sufficiente a coprire interamente il fabbisogno di acqua calda domestica.
3L'impianto solare termico necessita di manutenzione? Con quale frequenza?
Rispetto a un impianto fotovoltaico, il solare termico è generalmente più resistente e può durare oltre 25 anni se installato correttamente. La manutenzione richiesta è minima e consiste in un controllo annuale che prevede la pulizia dei collettori e la verifica del corretto funzionamento del sistema. Spesso questa operazione viene effettuata contestualmente alla manutenzione della caldaia.
4Qual è la differenza tra pannelli solari termici e pannelli fotovoltaici?
I due tipi di impianto hanno funzioni distinte. I pannelli solari termici (collettori) sono dispositivi idraulici che catturano l'energia solare per riscaldare l'acqua, destinata all'uso sanitario o al riscaldamento domestico. I pannelli fotovoltaici, invece, sono dispositivi elettrici che trasformano l'energia solare in corrente elettrica, utilizzabile per alimentare gli elettrodomestici e altri dispositivi elettrici in casa.
5Cosa si intende per "stagnazione" di un impianto solare termico?
La stagnazione si verifica quando il sistema genera più calore di quanto l’accumulo possa immagazzinare o di quanto venga effettivamente utilizzato. Questo problema è più comune nei mesi estivi, quando il serbatoio di accumulo è già pieno di acqua calda e il liquido termovettore nei collettori resta fermo, assorbendo sempre più calore. Se la temperatura supera una certa soglia (può arrivare fino a 130°C), la pressione nel sistema aumenta, con il rischio di danneggiare tubazioni e valvole. Inoltre, il liquido antigelo contenuto nel circuito potrebbe deteriorarsi, favorendo la formazione di depositi simili al calcare. Per prevenire la stagnazione, è fondamentale dimensionare correttamente l’impianto in base al fabbisogno energetico dell'utenza e alla capacità di accumulo disponibile.
Ibrido
Termoregolazione e contabilizzazione
1Con quale frequenza va effettuata la manutenzione di un impianto ibrido?
La manutenzione di un impianto ibrido deve essere eseguita annualmente, con controlli separati dei singoli componenti seguiti da una verifica complessiva della taratura del sistema. Inoltre, il controllo dell'efficienza energetica (bollino) va effettuato ogni due anni, salvo per impianti con una potenza superiore a 35 kW, per i quali la verifica diventa obbligatoria ogni anno, in modo analogo a quanto avviene per le caldaie.
1Come si utilizzano le valvole termostatiche?
La valvola termostatica è un dispositivo che regola la temperatura ambiente, proprio come un termostato.
Ruotando la manopola da 1 a 5, si imposta la temperatura desiderata. Tuttavia, non esiste una correlazione precisa tra i numeri e la temperatura effettiva, poiché questa dipende dalle condizioni di installazione della valvola (ad esempio, se è posizionata in alto, vicino al pavimento, o vicino a ostacoli come mensole).
È importante quindi trovare il numero che corrisponde alla temperatura ideale per il locale in cui si trova la valvola. Una volta individuato il valore giusto (ad esempio, 3), non dovrai più modificarlo. La valvola si occuperà di aprire o chiudere il flusso d’acqua nel radiatore per mantenere la temperatura ambiente stabile.
In caso di assenza prolungata o inutilizzo del locale, puoi impostare la valvola sulla posizione minima o antigelo (spesso indicata con un fiocco di neve). Quando torni, riportala subito alla posizione originale.
Ricorda: l’obiettivo dell’impianto di riscaldamento è mantenere la temperatura del locale dove ti trovi, non scaldare i radiatori.
2Cos’è la contabilizzazione dei consumi in un condominio?
La contabilizzazione dei consumi individuali misura il servizio utilizzato da ciascun residente. Nel caso del riscaldamento, ad esempio, si misura il calore erogato dai radiatori, mentre per l’acqua calda sanitaria si registra il volume di acqua calda consumato.
3Il termosifone è freddo, come faccio a capire se la valvola termostatica sta funzionando correttamente?
Se il tuo termosifone è freddo, non è detto che la valvola termostatica non funzioni. In effetti, se la stanza ha raggiunto la temperatura desiderata, la valvola si chiuderà, facendo raffreddare il termosifone, ma mantenendo stabile la temperatura ambiente.
Se la temperatura scende (ad esempio, a causa di un cambiamento climatico o dell’assenza del sole), la valvola riaprirà il flusso per riattivare il riscaldamento.
Se invece la temperatura è davvero troppo bassa, puoi provare ad aprire completamente la valvola (impostandola su 5). Il termosifone dovrebbe riscaldarsi entro 5-10 minuti. Se non accade, verifica che non ci siano bolle d’aria nell’impianto o che la caldaia stia funzionando correttamente.
Infine, fai attenzione che la valvola non sia coperta da oggetti come mensole, panni o copritermosifoni, poiché ciò potrebbe impedire alla valvola di attivarsi correttamente, “credendo” che la stanza sia già calda.
4Che vantaggi dà la contabilizzazione individuale dei consumi all’interno di un condominio?
In un condominio con riscaldamento centralizzato, la contabilizzazione dei consumi individuali offre vari vantaggi, come responsabilizzare ogni utente e premiare chi adotta comportamenti parsimoniosi, penalizzando invece chi non presta attenzione ai consumi.
Senza un sistema di contabilizzazione, nessuno è incentivato a regolare la temperatura in modo efficiente, ad esempio spegnendo i radiatori nelle stanze non utilizzate o migliorando l’isolamento dell’edificio. La contabilizzazione permette, di fatto, che un impianto centralizzato funzioni come una serie di impianti autonomi, dando a ciascun residente il controllo sui propri consumi.